sabato 5 giugno 2010

L'erudito


Possibile sbarazzarsi dei libri?

È da un po’ di tempo che “soffro” di una metamorfosi spirituale. Quel che prima, in tempi neanche tanto passati, mi faceva trascorrere ore ed ore a leggere, studiare, cercare di capire, ora è cessato. O così sembra. Persino scrivere mi riesce difficile.
È un’attrazione verso il circostante, verso la nudità completa, lo spogliarsi di tutto a richiamarmi … - e tutto ciò mi fa venire in mente Tolstoj, la sua forza irrefrenabile che, come ebbe a scrivere Thomas Mann in Tolstoj. Zur jahrhundertfeier seiner geburt, “è la posa plastica della natura a regolare la sua opera”.
Così vale per me, adesso, che di questi libri che mi circondano vorrei sbarazzarmi.

Da piccolino soffrivo di un’esuberanza delle energie, una curiosità spasmodica e una pulsione a costruire, creare, smontare, inventare che, ora, si è rivitalizzata dandomi un senso di repulsione verso tutto ciò che è immobile.
Scrivere mi è diventato penoso, leggere idem, studiare… figuriamoci. Ho l’impressione di tornare all’infanzia, a quando non c’erano testi ma solo una tremenda, visionaria realtà che era veramente cultura.
Si realizzano così quelle parole di Pasolini: “la grazia del fanciullo la si perde tra questi borghesi, ma la si ritrova solo ad un altissimo grado di cultura”. Adesso io mi ritrovo bambino.

Sia ben chiaro, non ho mai fatto l’ingenuo errore di confondere la cultura con l’erudizione. Non sono un erudito. Anzi, spesso “questa cosa” porta ad un che di sepolcrale, di muto, di vanaglorioso dedito all’assenza di vita.
Piuttosto, credo che la cultura di una persona abbia a che fare con la sua immaginazione. All’origine della comprensione - e della vita e della pietà - credo che ci sia l’immaginazione e, se è vero che la cultura di una persona significa una sua comprensione per le cose incomprensibili alla “gente comune”, è pur vero che la persona colta spicca per immaginazione e si intende benissimo con i bambini.
Dostoevskij, ad esempio, si divertiva moltissimo con essi, eppure non era erudito. Anzi, diciamolo francamente, la sua cultura era criminale: però quanta storia ha prodotto con la sua conoscenza! Viene il sospetto che per raggiungere l’immortalità sia necessario essere criminali.

Ebbene, ho la sensazione di… Basta, mi sono stancato di scrivere.

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