lunedì 13 maggio 2013

Coprilettino


Questo è uno dei miei lavori fatti a maglia (con i ferri):




Si tratta di un capo di corredo per neonati: un coprilettino che mi auguro verrà passato di generazione in generazione dalla famiglia - di fatto - cui ho deciso di regalarlo.

Le misure sono particolari: settanta per cento perché i bordi laterali restino visibili nel lettino, che ha le sponde.


Lavorazione

Nel corpo centrale ho sviluppato una felce. Ai lati si vedono, non distintamente, tra la felce e le gocce che compongono gran parte del copriletto (tre quarti), delle ondine; queste proseguono a destra e a sinistra della felce sino alla prima porzione inferiore della testata, dove la felce termina per lasciar spazio ad un gioco di gettate, accavallate, trecce traforate e ad una serie di ondine, stavolta più grandi, che si accompagnano specularmente, al centro, per due terzi della testata.

Il margine è a catenella mentre il bordo è a treccia traforata.

Il tempo di lavorazione si può stimare tra i quattro e i sette giorni, se eseguito al mattino e al pomeriggio, per almeno cinque ore al giorno, ma io ho impiegato un mese e mezzo per realizzarlo. Poiché ho lavorato a questo capo nei ritagli di tempo.


Postilla

Le otto ore statutarie di una fabbrica o di un ufficio, ogni giorno, sarebbero insostenibili per questo tipo di attività che è logorante, estremamente logorante, seppur sia gratificante e umanizzante. Ma forse non si sa che fare la maglia ad alti livelli richiede un fisico in salute: la tensione prodotta dalla lavorazione, che impone una postura fissa, limitata nei movimenti per diverse ore al giorno, potrebbe essere problematica per chi è costretto a muovere il proprio corpo.
Quindi maglia sì, ma con misura.

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