lunedì 8 aprile 2013

La Piena del Gesso

  
La piena aveva lasciato i tronchi ai bordi del torrente; come se non ci fosse mai stata una piena, la terra ora era tutta crepata dall'aridità che persisteva sulle campagne di T... da tre mesi. Le distese dei campi, i sassi, le strade, gli alberi, le rive del torrente erano gialle e secche; e fu proprio la siccità ad aver causata la piena di cui rimanevano tracce di disastri sulle rive, nei campi, dove piovve per tre ore dopo tre mesi di siccità: la terra non assorbì l'acqua che si riversò nel torrente che si ingrossò e si sfogò in una piena, che si trasformò in alluvione. Poiché l'acqua trovò molti rami e molti tronchi di alberi morti sparsi lungo le rive, li prese con sé e li portò contro i tronchi e contro i rami già accumulati da altre piene sotto i ponti. Si formarono delle barriere che l'acqua non riuscì a rompere. Non abbatté né le barriere né i ponti, si ingrossò per tracimare dal suo letto ed invadere i campi. Raggiunse i canali di scolo, li intasò; si intasarono i canali sotterranei. L'acqua proveniva da tutte le parti, sprizzava dai tombini, si rovesciava sulle strade, arrivarono detriti, fanghiglia, i resti delle costruzioni che l'acqua incontrò nel suo percorso: le staccionate, i pali, il terriccio e la ghiaia, che vennero trascinate dalle correnti per spaccare le porte delle case, raggiungere le cantine, la fanghiglia si alzò sino ai balconi staccati dalla pesantezza delle acque.

Nera che porta via, che porta via la via...




Calma. I resti di un mulino restavano ora tra i tronchi sparsi sulle rive, i massi del letto erano alla luce del sole e le strade sterrate si mostravano erose, si scoprirono i tubi che correvano sotto di esse, rimasero alla luce, e il fiume si presentò sotto un altro aspetto. Gli anfratti pieni di acque torbide, stagnanti un tempo, si mostravano ora trasformati in aperture percorse dall'acqua che segue alle piene: chiara, ripulita da tutte le alghe e gli organismi che riempiono il letto durante il periodo di calma. Le lame, aperture del fiume che si formano in seguito alle piene e alle frane, ora erano state spostate od erano scomparse. I grossi massi mossi dalla furia delle acque avevano riempito le depressioni del letto, le lame sparirono e, così, il fiume si modificò dopo gli sconvolgimenti, i tremori, le catastrofi. Ogni cosa traspariva ora di una luce carica di quel nitore che attesta cosa si mostra dopo ogni cataclisma, dopo ogni rivoluzione.



Nota Le riprese risalgono a lunedì 3 settembre 2012, quando il torrente Gesso si è sfogato in una delle sue piene stagionali.
Da notare come il livello della piena, al momento delle riprese, fosse minore di circa un metro rispetto al livello raggiunto qualche ora prima. Queste riprese le ho girate dal giardino di casa mia. Da notare inoltre come spesso io ceda ai toni didattici facendomi mal volere. Come dovrei invece scrivere in modo più amichevole senza sentire la suggestione della scrittura quanto la può sentire uno scolaretto.
La citazione è di Fabrizio De André, dalla canzone "Dolcenera", dove si richiama l'alluvione di Genova del '72 e si richiama pure una relazione tra due persone che è simile ad una alluvione.
 

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