martedì 25 dicembre 2012


Ed è testardo nello scrivere versi
che sembrano non finire mai,

ed è rinchiuso in una stanza
con l’abat-jour e la luce che raggiunge una finestra, un balcone,
la sua strada…

Ma di “mitezze e di confini, di abissi ormai sfiniti”
ne è pieno il suo cuore,

ma non riesce a ricordare quei suoi versi...
Tra le righe l’han guastato.

Così, nel partire, si ritira
e poi spegne la sua luce,

si ricopre nel suo letto
e un rumore sottocasa
gli dà il senso del morire...

Buonanotte.

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