mercoledì 7 marzo 2012

Salvia e Neve al Cialombard


Allora... che fare? La neve è tornata a cadere, senza sosta, a rendere tutto identico con lo stesso odore. Approfittando delle temperature di qualche giorno fa, sicuramente spropositate, ho trapiantato della salvia e del rosmarino lungo il muro più esposto della casa: il rosmarino resisterà alla inaspettata neve, ma la salvia... ahimè, credo proprio che non ce la farà. Reggere sia il trauma del trapianto che l'irrigidimento improvviso delle temperature non fa per “lei”, il che richiama alla mente certi caratteri di certe persone cosiddette “fragili”, che rendono la loro bontà se si sentono protette: se invece un po' di neve le imbianca, nonostante una copertura a
pprontata per la loro difesa, spariscono, paiono rimpicciolire e ritrarsi sempre più per poi lasciare, di loro, un debole ricordo come una sorta di “tentativo di esistenza”.

Ma se si comprendesse quanta ricchezza, quante prospettive possono scaturire da queste persone! Esse non sono portate per “adattarsi”, è necessario scoprirle imparando le loro regole che talvolta somigliano a delle prove. E se non ci si riesce si ha l'impressione di aver perduto qualcosa di vitale, che avrebbe potuto rivelare aspetti mai considerati.
Così arriva la neve, imbianca loro i capelli ed esse spariscono e tutto rimane privo di forma, uno sconfinato tappeto bianco che ha soltanto l'odore di un'acqua gelata dalla quale spuntano i ciuffetti del rosmarino, con i loro aculei verdi chiari e scuri; ma delle foglie della salvia non rimane che l'impressione di morbidezza, che non si può più accarezzare, e questa canta:

Non rinascerò dalle mie ceneri,
si perderanno, ed ora esito nel mondo
con un triste sorriso ed un ciuffo “scarlatto”
che mi cade sugli occhi.*


*Verso adattato da una poesia di Osip Mandel'štam, del 1913:
“(...) Aspettiamo la morte come il lupo delle favole,
ma prima di tutti, temo, morirà,
chi ha tremanti labbra scarlatte
e un ciuffo che gli cade sopra gli occhi.”
(Garzanti, ed. 3 agosto 1972. A cura di Serena Vitale.)


Nota La casa ritratta nella fotografia, a sinistra del grande sempreverde, è la Jasnaja Poljana nella quale vivo.

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