martedì 22 maggio 2012

Moda e Morte


A volte rimango amareggiato per il mio stacanovismo che in tempi che a tratti si ripresentano in alcune persone, si sarebbe chiamato “zelo”. Mi amareggia riscoprire, ogni volta con un impeto diverso, che in dei miei amici e in delle mie amiche questa inclinazione all'operosità manca o forse viene incanalata in un atteggiamento che posso soltanto intuire, ma che non riesco a comprendere...

L'aver trascorsa una manciata di giorni in perfetta inoperosità, giusto la settimana scorsa, mi ha reso sensibile a questa parte di umanità che altrimenti avrei trascurata. Ci dev'essere qualcosa di terribilmente ancestrale nello starsene lì, senza far nulla, nel mentre che il tempo va verso confini non ancora chiariti; e ciò dischiude una comprensione verso l'infinito che potrebbe far avvicinare persone tra esse lontane.

Voglio dire - a parte la mistica - che essere disposti a rivolgere le proprie attenzioni verso ciò che parrebbe incomprensibile non danneggerebbe troppo un certo modo di vivere. Magari è pure ragionevole ciò che è inspiegabile.

Mi pare che il periodo sia rivolto all'operosità - credo. Al premio di questa per l'educazione alla "gara". E forse ci si stanca. La parte reale che si rivela in un maggior accostamento alle cose arcaiche che ognuno porta nell'animo, che è poi il restarsene lì, senza far nulla, nel mentre che il tempo si fa sentire in un'altra forma; nel perseguire degli obiettivi che rendono in cambio una stima sociale che si crede ci convenga, ci si allontana.

E poi, la stima sociale che in fondo crediamo di conquistare, è pure subordinata ai gusti della moda; e già Leopardi associava la moda alla morte proprio perché la prima aveva a che fare con i gusti della mondanità piuttosto che con lo scoprire questioni più profonde, meno superficiali, che riguardano la vita.

Ma allora mi chiedo: perché non soddisfare proprio questa moda, che in definitiva è una distrazione, come si soddisfa una cosa che non esiste? Voglio dire, perché non provare a trascurarla per poi scoprire che se ne poteva fare a meno? Allora sì, forse si sorpasserà questa costrizione all'operosità che ci riguarda un po' tutti e si scoprirà che la realtà era altrove... o no?

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