martedì 1 giugno 2010

Il Nastrino Rosso (Racconto quasi Fantastico)


Ho ricevuto in regalo un pezzettino di terra.
Certo, è un appezzamento piccolino nel quale si stenta a fare una passeggiata… e poi non c'è un ruscelletto, che mi renderebbe enormemente felice! Però ci sono dei noce (e dei susini), una stradina sterrata lo sfiora da una parte e, dall’altra, c’è il pendio della montagna con i suoi frassini che ombreggiano sul mio piccolo paradiso - circondato tra l’altro da un discreto e funzionale muretto di pietra, costruito a secco.

Per la sua posizione appartata il giardino è quasi fantastico, domina la stradina ed è ombreggiato; si sta molto bene in questo angoletto, si spenderebbero tranquillamente diverse ore a far nulla, che forse è una delle attività più lussuose dei nostri giorni.

D'improvviso, stamattina, mentre mi recavo verso il giardino, è comparso un nastrino rosso attaccato alla rete del cancelletto. Era un nastrino di tessuto luccicante e morbido, come quelli che alcune donne legano sui capelli per raccoglierli e abbellirli. Sono già tanti i segni che incontro sulla mia strada che mi fanno riflettere: ogni tanto appaiono dei mazzolini di lavanda sul gradino di fronte alla porta di casa mia; ogni tanto una piuma scende davanti ai miei occhi tra la gente, apro una mano e la piuma si posa sul palmo senza che nessuno se ne accorga (mi è successo a Bologna e a Parigi); ogni tanto mi fa visita una coccinella che si posa di fronte a me, una volta si è posata sul manubrio della moto mentre mi spostavo tra delle strade del Piemonte. Ma un nastrino rosso non mi era ancora successo di trovarlo sulla mia strada.

Con mia enorme meraviglia mi sono avvicinato al cancelletto del giardino, ho tastato il nastrino ed ho pensato agli elementi incomprensibili che possono circondare la vita di una persona. Ho immaginato che se si dovessero riunire in un unico gruppo tutti questi elementi, probabilmente se ne otterrebbe qualcosa di fantastico, di simile ad una verità che può precedere le nostre verità personali… E mentre restavo con il nastrino tra le dita e contemplavo il giardino, ho ricordato quel personaggio descritto da Thomas Mann, l’Adrian Leverkühn, del "Doktor Faustus". Una Dama vegliava sulla vita del musicista, lo ammirava ma in modo misterioso, senza mai mostrarsi a lui; un giorno gli offrì le stanze di un castello perché potesse lavorare indisturbato, e così il musicista andò avanti con la sua opera senza mai incontrare questa Dama. Allora mi è venuta in mente la Rocchetta Mattei, un castello che si trova sotto casa mia. Lì il conte Mattei visse gli ultimi anni della sua vita - ne parlerò - preparando pozioni elettromeopatiche perché le genti guarissero dai loro mali, e ci riusciva nonostante fosse osteggiato dalla più arrogante medicina ufficiale: il nastrino rosso sarà il segno di una Dama misteriosa che mi vuole regalare la Rocchetta Mattei?

Ps: il 4 di giugno ho scoperto che il nastrino rosso è stato attaccato al cancello da alcune persone che celebravano un compleanno :)

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