sabato 5 giugno 2010

Giornata nell'orto


Ho sferzato con la zappa il terreno: sarchiature, rasature, falciature e faticosissime vangature, ora l’organizzazione del "mio giardino incantato" è questa:

-coltura di pomodori (cuore di bue);
-peperoni gialli, quadrati;
-peperoncino;
-lattuga;
-patate;
-zucchine.

Lungo il muretto di cinta ho preparato delle porzioni di terra nelle quali seminare le spezie.
I pomodori vivono splendidamente, le foglie sono in tensione, lo stato di salute è ottimo, gli steli ritti ritti paiono dire a tutto il giardino, con fierezza: “noi siamo i pomodori, sfidiamo tutti!” e fibrillano con eccitazione quando le brezze si piegano a sfiorarli.

Per quanto riguarda i peperoni… ahi!, stentano a crescere.
Malati, le foglioline mogie mogie, gialline, lamentano una fatica che mi rattrista. Già li ho trapiantati in una fetta di terreno che credevo più adatta ma, nonostante un primo rinsavimento, ora sono precipitati nella medesima depressione. Tra l’altro, senza molta fiducia che le zucchine potessero spuntare, li ho trapianti proprio dove avevo interrato i semini delle zucchine che… germogliano! Ieri mattina ho scoperto le foglioline che rompevano la terra, con il carapace del seme che ancora le unisce; presto si scoperchieranno e godranno di una vita florida, spero!

Ora, le patate:
il terreno è pronto, ma i tuberi sono in attesa di filare…: riposano in un contenitore e, appena metteranno i filamenti, li dividerò in due, li distribuirò nella loro porzioncina di terra e confiderò in una crescita discreta ma inarrestabile, come in genere avviene per questi sassi della terra, tenerissimi nutrienti chiamati con una parolina tremenda quale ho usata finora, offensiva: “tuberi”.

Il peperoncino, intanto, incurante del mio affaccendarmi resiste nel suo angolino: credo che stia ritardando le forze per soverchiare con un atto di superbia la vanità del pomodoro, che gli fa sprezzantemente l’occhiolino. Ma non sono ancora certo di questa competizione.

Dall'altra parte c'è la lattuga che... gatteggia. Il termine è inappropriato, lo so, ma mi concedo una licenza per via che questa è l’impressione di quei batuffoli verdi sparpagliati qua e là nel loro fazzoletto di terra mentre spunticchiano con una tale spensieratezza che rallegrano tutto il giardino.

Insomma, l'orto procede.

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Credo che in natura le forze non siano dissimili dagli atteggiamenti umani e gli atteggiamenti umani non siano estranei alle espressioni della natura.

I pomodori, rigogliosi e vanitosi, somigliano al ragazzino pieno di vita che non si cura della sensibilità altrui, perché la sua già gli basta;
la penosissima malattia dei peperoni ricorda la donna che, gradatamente, per una qualche incomprensibile responsabilità, deperisce: Anna Karenina;
il curioso germogliare della lattuga è l'affacciarsi di tante vite sconosciute in uno scenario di giganti;
mentre la pesantezza delle patate è la vita anonima che trionfa in un tripudio silenzioso e nascosto di fermezza e corposità.
Rimangono la furbizia del peperoncino e l'occhieggiare delle zucchine: per il primo è l'infilarsi di quegli animi sorprendenti nelle questioni della Storia, che fanno rivalutare il corso delle cose per poi sparire; le altre sono i propositi, le certezze sul nascere - ma quelle vere, che sai che daranno buoni frutti. Perciò si sta tranquilli.

Insomma, ritorna una riflessione di André Gide "I Falsari", attraverso il personaggio di Vincent:

“...io credo che un romanziere, il quale tiene ad essere uno psicologo, non possa allontanarsi senza pregiudizio e danno dallo spettacolo della natura e della conoscenza delle sue leggi.”

Quindi, tra piante e bestiole, colonie di formiche, pomodori e peperoni... sono certo che si possano trarre insegnamenti sulle persone che bene o male si cerca di coltivare, meglio che si può.

1 commento:

cuordilattuga_rr ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=7taJJ_BH8y4
so che apprezzerai
roberta romagnoli